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 Home -> Risorse -> F.A.Q. -> "E' indispensabile pagare per entrare nei motori di ricerca?"

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Indicizzazione a pagamento (PPI)

In cambio della certezza di indicizzazione di un sito, molti dei principali motori di ricerca hanno introdotto una tassa annuale. Si tratta del cosiddetto pay per inclusion (PPI): si paga una quota per ogni pagina del sito con cui si vuole entrare nei motori. Rispetto alla segnalazione gratuita, il PPI garantisce l'inserimento e inoltre riduce i tempi di attesa da molti mesi a pochi giorni.

Il PPI è incluso nel prezzo di tutta la gamma indicizzAzione.it

Il PPI prevede un costo iniziale per indicizzare la home page, e un costo unitario per ciascuna pagina interna. Altavista richiede 78 dollari per indicizzare l'homepage, e tariffe a scalare a seconda del numero complessivo delle pagine web indicizzate. La quota è annuale, e al termine dei dodici mesi la pagina viene rimossa dall'indice del motore. E' possibile un indicizzazione della durata di sei mesi, con tariffe dimezzate.

Identico sistema, ma più economico, per per MSN, AOL e una serie di motori e portali di seconda fascia fra cui Excite.com e Go. Tutti usano l'indice di Inktomi, le cui tariffe annuali, prevedono un pagamento di 39 dollari per l'homepage e 25 ciascuna per le pagine interne.

Anche Lycos ed Excite.it hanno adottato il PPI, con tariffe attualmente di 18 dollari per l'homepage e 12 per ciascuna pagina interna.

Fra i principali motori internazionali, solo Google non adotta il pay per inclusion.

E' importante sottolineare che il PPI non garantisce il posizionamento: il sito deve essere comunque ottimizzato per figurare ai primi posti, così come accade per l'indicizzazione gratuita.


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